Cosa hanno fatto 100.000 euro negli ultimi 10 anni?
Immobile + affitto circa 4% netto+56,2%
€ 156.200
4,6% all’anno netto equivalente
Portafoglio bilanciato 60/40*+97,6%
€ 197.600
7,1% all’anno netto equivalente
MSCI World+191,7%
€ 291.700
11,3% all’anno netto equivalente
* Portafoglio bilanciato 60/40: 60% azioni globali e 40% obbligazioni. È l’allocazione classica di chi vuole crescita senza mettere tutto sulle azioni. Lo spieghiamo sotto.
Dal lordo locativo resta molto meno: circa un 4% netto, non un dato certo. ISTAT 2015–2025. MSCI World in euro, 2016–2025. La performance passata non è una previsione.
Maggior rendimento
I mercati corrono. Il mattone cammina.
A dieci anni, con i prezzi ISTAT e un affitto netto intorno al 4%, 100.000 euro in case diventano circa 156.200. Un portafoglio 60/40 arriva a 197.600. Il MSCI World a 291.700. Resti indietro — e hai lavorato tu.
Meno stress
Zero inquilini. Zero caldaie. Zero morosità.
Un ETF non chiama di notte. Non ritarda l’affitto. Non chiede il rifacimento del tetto. Il prezzo oscilla, sì: ma il lavoro operativo è vicino allo zero. Il mattone sembra calmo solo perché non ha un listino ogni mattina.
Liquidità immediata
Vendi in un giorno, non in un semestre.
Con gli ETF il capitale è disponibile in tempi di mercato. Con gli appartamenti aspetti l’acquirente, il mutuo, il notaio. Se ti serve liquidità vera, scopri quanto vale davvero un immobile che non si vende.
Il rendimento reale
Il 6–7% lordo è una bugia comoda
In Italia la rendita media lorda di un immobile in affitto è del 6–7%. Un appartamento da € 250.000 che incassa circa € 16.250 l’anno sembra rendere il 6,5%. È il numero da raccontare a cena. Non è il rendimento.
Devi ancora sottrarre imposte, IMU quando dovuta, manutenzioni, assicurazioni, spese a carico della proprietà, periodi sfitti, morosità e lavori straordinari. Poi c’è quello che non metti in Excel: il tuo tempo. Tolto tutto, il 6–7% lordo è finto: resta molto meno, circa un 4% netto. Meno di un portafoglio 60/40. Con lo stress in più.
Se possiedi più appartamenti, il problema non è solo il rendimento basso. È che quasi tutto quello che hai è fermo nello stesso rischio, nella stessa città, nello stesso asset.
Quello che di solito resta fuori
Inquilini
Tasse
Manutenzioni
Lavori straordinari
Periodi senza affitto
Rischio di morosità
Burocrazia
Capitale bloccato
Il tuo tempo
Cambio di strategia
Anche noi abbiamo venduto. I conti lo chiedevano.
Abbiamo costruito una parte importante del patrimonio con gli immobili. Poi abbiamo smesso di ripetere lo slogan «il mattone non tradisce» e abbiamo aperto i numeri: rendimento netto, concentrazione, tempo, liquidità.
Per questo abbiamo venduto una parte rilevante del patrimonio immobiliare e abbiamo riallocato sui mercati finanziari. Non per moda. Perché tenere tre, quattro, cinque appartamenti mentre l’economia mondiale capitalizza — e tu insegui l’amministratore di condominio — è una strategia del secolo scorso.
La casa in cui vivi è un tetto. Gli appartamenti in più, se pesano quasi tutto il patrimonio, sono un vincolo. La strategia che serve per costruire non è automaticamente quella che serve per conservare e vivere con più libertà.
I conti, non le convinzioni
I numeri non hanno nostalgia del mattone
Dal 2015 al 2025 l’indice ISTAT dei prezzi delle abitazioni italiane è passato da 100 a 116,2: +16,2% in dieci anni, circa +1,5% all’anno composto. Solo prezzi, senza affitti. Nello stesso tipo di orizzonte i mercati finanziari hanno fatto un altro mestiere.
Un portafoglio 60/40 — 60% azionario globale, 40% obbligazioni — è la risposta classica a chi vuole crescita senza mettere tutto sulle azioni. A dieci anni, con i prezzi ISTAT e un affitto netto intorno al 4% lasciato in cash, 100.000 euro in case diventano circa 156.200: +56,2%. Il 60/40 arriva a 197.600: +97,6%. Il MSCI World a 291.700: +191,7%.
Capitale finale stimato su 100.000 euro a 10 anni. Case: prezzi ISTAT 2015–2025 più un affitto netto intorno al 4% (non reinvestito) — un ordine di grandezza, non un dato certo. 60/40 a 7,05% annuo (il LifeStrategy 60% non ha dieci anni di storia); MSCI World EUR net 2016–2025, allineato all’indice delle case 2015–2025.
L’ISTAT misura solo i prezzi, non gli affitti. Dal 6–7% lordo resta molto meno: circa un 4% netto, non un dato certo. A dieci anni, con i prezzi ISTAT e quell’affitto lasciato in cash, 100.000 euro in case diventano circa 156.200. Il 60/40 arriva a 197.600. Il MSCI World a 291.700. E con le case hai comunque fatto il gestore.
Non è un confronto perfettamente omogeneo: l’affitto netto sulle case è una stima intorno al 4%, non un dato certo, e non viene reinvestito; gli ETF includono i proventi reinvestiti, hanno costi, valuta e drawdown propri. La performance passata non garantisce quella futura. Per questo non basta la media: calcoliamo il rendimento reale del tuo specifico immobile.
Portafoglio bilanciato 60/40
Il portafoglio bilanciato 60/40, in una riga
Non è magia. È 60% azioni globali e 40% obbligazioni. La parte azionaria di un 60/40 «MSCI» è l’indice MSCI World: 23 paesi sviluppati, oltre 1.200 società. La parte obbligazionaria smorza i crolli. Tu non scegli il titolo. Non gestisci l’inquilino. Rivaluti e basta.
60% MSCI World
40% obbligazioni
60%
Azioni globali (MSCI World)
Crescita di lungo periodo
Cosa c’è dentro
23 paesi sviluppati e oltre 1.200 società. Non scegli tu il titolo: possiedi un pezzetto di tutta l’economia dei paesi ricchi — tecnologia, banche, sanità, industria.
Perché è così grande
Oltre 129 miliardi di euro. Non è un fondo di nicchia: è lo standard con cui milioni di persone investono nei mercati sviluppati. Un patrimonio così enorme significa un mercato sempre aperto: compri e vendi in un giorno, senza cercare un acquirente come fai con un appartamento.
Puoi sceglierlo con dividendo (ti arriva il cash) o ad accumulazione (i proventi restano investiti e lavorano per te).
Top aziende
Prime 10: 25,69%
NVIDIA
Apple
Microsoft
Amazon
Alphabet
Broadcom
Micron
Meta
Tesla
Paesi
Stati Uniti70,3%
Giappone5,7%
Regno Unito3,6%
Canada3,3%
Altri17,1%
Settori
Tecnologia36,2%
Finanza17,4%
Industria10,0%
Sanità8,8%
Altri27,6%
Pesi iShares Core MSCI World, 30/06/2026.
40%
Obbligazioni
Stabilizzazione del portafoglio
Cosa c’è dentro
Prestiti a Stati e aziende. Non servono a fare il colpaccio: smorzano i crolli della parte azionaria. Per un investitore italiano l’esempio più chiaro sono i BTP: presti soldi allo Stato, ricevi una cedola e a scadenza ti rimborsano il nominale.
Esempio di scadenze BTP
7 anni3,6% lordo
10 anni4,0% lordo
14 anni4,3% lordo
Rendimenti lordi a scadenza, agosto 2026. Oscillano ogni giorno: sono un ordine di grandezza, non un tasso da catalogo.
Perché è il meno rischioso
Tra le due gambe del 60/40, il debito pubblico è considerato l’investimento meno rischioso. Non scegli un’azienda, non aspetti un inquilino: se tieni il BTP fino a scadenza, lo Stato italiano ti restituisce 100. Il prezzo può oscillare se vendi prima. A scadenza il capitale nominale torna.
Non è il motore della crescita: è l’ancora. La parte azionaria tira, questa tiene.
Senza fare nulla
Non devi indovinare l’azione. Devi smettere di scommettere su due palazzi.
Chi ha tre appartamenti a Roma o nei Castelli crede di essere «nel mattone, che è concreto». In realtà è esposto a un micro-mercato, a un regolamento condominiale e a due inquilini. Un ETF sul MSCI World distribuisce lo stesso capitale su oltre mille società. Senza scegliere il vincitore. Senza fare il portinaio.
Un portafoglio 60/40 aggiunge la gamba obbligazionaria: meno brividi nei crolli, crescita comunque superiore a quella dei prezzi delle case italiane nell’ultimo ciclo. Il lavoro, per te, è vicino allo zero.
I mercati scendono: è il loro mestiere. Nel 2022 il MSCI World in euro ha perso il 13%. Il 60/40 è sceso con lui. La differenza è cosa ti chiedono dopo. Un portafoglio lo ribilanci. Un appartamento ti chiede la facciata. Da allora i mercati hanno più che recuperato. Il cantiere, no: ha solo mandato il conto.
Diversificare non elimina il rischio: ETF e obbligazioni possono perdere valore. Elimina però l’illusione che tre chiavi nello stesso cassetto siano sicurezza.
Confronto strutturale
Mattone o mercati: non è un pareggio
Il mattone ha un vantaggio e tre svantaggi strutturali. I mercati invertono i tre. Resta un solo costo: non lo tocchi — e vedi il prezzo ogni giorno.
Differenze strutturali tra immobile e mercati finanziari
Immobile
ETF / mercati
Concretezza
Lo tocchi
Non lo tocchi✓
Rendimento
~4% netto, dopo costi
Storicamente superiore✓
Liquidità
Settimane o mesi
Un giorno di mercato✓
Tempo
Continuo
Quasi zero✓
Stress
Inquilini, lavori, burocrazia
Nessun inquilino✓
Diversificazione
Uno o pochi beni, una città
Migliaia di titoli, 23 paesi✓
Capitale
Bloccato
Disponibile✓
Prezzo
Invisibile finché non vendi
Trasparente ogni giorno✓
Volatilità
Bassa: non la vedi
Evidente — e onesta✓
Puoi tenere la casa in cui abiti. La domanda è un’altra.
Ha ancora senso che l’immobiliare rappresenti quasi tutto il tuo patrimonio?
Il metodo
Cinque passi, dal mattone alla decisione.
01
Analizziamo il patrimonio
Valore degli immobili, canoni, costi, debiti, fiscalità e — soprattutto — quanto pesa il mattone sul totale.
02
Calcoliamo il rendimento netto reale
Non quello dell’annuncio. Quello che resta dopo tasse, sfitto, lavori e il tuo tempo.
03
Confrontiamo con i mercati
Mettiamo il tuo netto a fianco di un 60/40 e del MSCI World. Senza slogan. Con i numeri.
04
Valorizziamo e vendiamo gli immobili che non reggono
Se vendere è la scelta corretta, portiamo l’immobile sul mercato nelle migliori condizioni e ne massimizziamo il realizzo. È il mestiere che facciamo da decenni.
05
Ti mostriamo come abbiamo riallocato noi
A scopo informativo ed educativo: come abbiamo diversificato e con quali principi costruiamo portafogli. Non definiamo quale investimento finanziario sia adatto a te e non forniamo raccomandazioni personalizzate.
Calcolatore patrimoniale PANASUR
Scopri se vale ancora la pena tenere il tuo immobile
Inserisci i numeri del tuo immobile. Vedi il rendimento lordo, quello netto stimato, il costo annuo della proprietà e il capitale potenzialmente liberabile. Poi lo confrontiamo a 10 anni con un portafoglio 60/40: rivalutazione ISTAT 1,5% all’anno più il tuo affitto, contro il rendimento storico dei mercati.
Rendimento lordo
4,8%
Rendimento netto stimato
2,9%
Costo annuo della proprietà
4350 €
Capitale netto potenzialmente liberabile
250.000 €
Incidenza dei costi sul canone
40,4%
Reddito netto stimato
7150 €
Confronto a 10 anni
Il tuo immobile + affitto vs un portafoglio 60/40
Stesso capitale netto. L’immobile somma una rivalutazione ISTAT dell’1,5% all’anno — il ritmo di lungo periodo dei prezzi italiani — e il tuo affitto netto, lasciato in cash. Il 60/40 è un portafoglio 60% azioni / 40% obbligazioni a 7,05% all’anno, con i proventi reinvestiti.
Immobile + affitto
362.000 €
44,8% in 10 anni
Portafoglio bilanciato 60/40
Più rendimento
494.000 €
97,6% in 10 anni
Confronto a 10 anni tra immobile con rivalutazione ISTAT 1,5% e affitto netto, e portafoglio 60/40
Come si arriva al totale
Immobile + affitto
Portafoglio bilanciato 60/40
Capitale iniziale
250.000 €
250.000 €
Rivalutazione del capitale
+40.500 €+16,2% · ISTAT 2015–2025
+244.000 €+97,6% · 7,05% all’anno
Affitti netti incassati in 10 anni
+71.500 €il tuo netto × 10, senza reinvestimento
già nel +97,6% (proventi reinvestiti)
Rendimento complessivo
44,8%
97,6%
Equivalente all’anno
3,8%
7,0%
Patrimonio dopo 10 anni
362.000 €
494.000 €
In 10 anni il 60/40 avrebbe lasciato 132.000 € in più rispetto all’immobile con affitto.
Capitale confrontato: valore immobile meno mutuo residuo. Case: rivalutazione ISTAT 2015–2025 (+16,2%, circa 1,5% all’anno), più il tuo reddito netto stimato × 10 senza reinvestimento. 60/40: 7,05% all’anno composto per 10 anni (MSCI World 60% + obbligazioni globali 40%; il LifeStrategy 60% non ha dieci anni di storia). Non è una previsione né una raccomandazione di investimento.
Potresti scoprire che il tuo immobile rende più di quanto pensavi. Oppure, più spesso, molto meno. In entrambi i casi avrai un numero da cui partire — non un’abitudine.
Il confronto a dieci anni applica ai tuoi numeri la rivalutazione ISTAT dell’1,5% all’anno e il rendimento di un portafoglio 60/40 a 7,05% annuo. Non è una previsione né una raccomandazione di investimento.
Metodo PANASUR
Il patrimonio deve darti libertà. Non inquilini.
Non devi vendere la casa in cui vivi. Devi smettere di confondere tre appartamenti in affitto con un piano patrimoniale.
Se il mattone è quasi tutto quello che hai, non sei diversificato: sei esposto. Vendere uno o più immobili e riallocare non è un tradimento del mattone. È smettere di farti possedere dal patrimonio.
Conosci qual è il momento giusto per riallocare il tuo capitale?
Te lo spieghiamo noi. Richiedi un’analisi.
Studio Tecnico Immobiliare PANASUR. Via Gen. C. A. Dalla Chiesa 26, 00045 Genzano di Roma (RM). +39 06 9330202.
PANASUR svolge attività di analisi e valorizzazione del patrimonio immobiliare e non presta consulenza in materia di investimenti. Le informazioni relative a ETF, obbligazioni, mercati finanziari, portafogli ed esperienze personali hanno esclusivamente finalità informative ed educative e non rappresentano raccomandazioni personalizzate, offerte o sollecitazioni all’investimento. Citare ISIN e strumenti serve a documentare i dati, non a suggerirne l’acquisto. La normativa MiFID II definisce la consulenza in materia di investimenti facendo riferimento alla prestazione di raccomandazioni personali al cliente. Il valore degli strumenti finanziari può aumentare o diminuire e le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.